
Il settore vitivinicolo tra caro energia, inflazione e fattori climatici: l’analisi di Allianz Trade
Le prospettive per le imprese del settore, analizzate dal leader nell’assicurazione dei crediti commerciali in Italia e all’estero.
L’Italia si conferma leader mondiale nel settore vitivinicolo, davanti a Francia e Spagna. Il settore del vino, uno dei più importanti dell’economia del nostro Paese, che aveva già saputo reagire molto bene alla crisi del periodo Covid e al lockdown, ha reagito altrettanto bene anche a siccità e aumento dei costi dell’energia, raggiungendo una produzione di 50,3 milioni di ettolitri nel 2022.
Dall’analisi di Allianz Trade, la principale compagnia di assicurazione dei crediti commerciali in Italia e nel mondo, effettuata sugli ultimi bilanci disponibili (e tenendo in considerazione il quadriennio 2018/2021) emerge anche un quadro sostanzialmente solido dal punto di vista finanziario, con un gap positivo tra incassi e pagamenti, molto stabile nel tempo e con un relativamente contenuto importo di insoluti dopo il picco del 2019.
Il magazzino ha tempi di rotazione lenti, ma connaturati all’attività e al tipo e durata degli stoccaggi. Fatturato, valore aggiunto e utile operativo medio sono positivi e crescenti con alcune differenziazioni: grandi operatori (tra i quali molte cooperative che hanno modesti livelli di capitalizzazione e quote di capitale sociale sottoscritte e versate dai soci, non comparabili con quelli delle società a scopo di lucro) fanno mercato e detengono le maggiori quote, i piccoli sono al top per EBITDA (Margine Operativo Lordo).
I vini marchigiani stanno prendendo sempre più piede nel panorama della viticoltura italiana, grazie soprattutto ai bianchi di notevole pregio che registrano gradimento in crescita a livello italiano e mondiale.
Il vigneto marchigiano conta 24.000 ettari vitati, di cui il 5% in montagna, l’85% in collina e il 10% in pianura. La produzione si aggira sul 1.000.000 hl, di cui vini DOP 39% vini IGP 24%, vini rossi e rosati 45%, vini bianchi 55%. Con più di mille cantine, di cui la maggior parte in provincia di Ascoli Piceno, seguita da Ancona e Macerata, il vino marchigiano è sempre più green: la regione rientra infatti tra le prime 5 per produzione di vino bio, con una superficie pari a quasi il 40% del totale.
L’export di vino marchigiano ha superato la soglia dei 75,6 milioni di euro nel 2022, con valori in crescita del 25,9% sulla performance del 2021: destinazioni top Usa e Germania, con un’impennata delle vendite online.
Come tutto il settore agroalimentare, anche quello vitivinicolo sta però oggi subendo le conseguenze del caro energia, delle difficoltà climatiche e della crescente inflazione. Pur trattandosi di un settore che ha saputo ben reagire a queste difficoltà, dal 2020 si è assistito ad una progressiva diminuzione delle aziende, in particolare nel Centro Italia, fenomeno per fortuna contrastato dall’aumento della superficie coltivata a vigneti.
In questo scenario, Allianz Trade si pone al fianco delle imprese del settore vitivinicolo, così come di tutti i settori produttivi della regione Marche, offrendo una consulenza a 360°. Allianz Trade è un gruppo internazionale presente in oltre 50 Paesi in tutto il mondo e può supportare le imprese nell’analisi preventiva del profilo di rischio dei propri clienti, nell’indennizzo nel caso di mancato pagamento e nel recupero di eventuali crediti insoluti.
In un contesto economico che presenta molteplici incertezze, diventa ancora più importante affidarsi ad un partner che abbia una conoscenza approfondita delle dinamiche dei settori e dei territori italiani. Allianz Trade fornisce alle imprese una consulenza personalizzata e adeguata alle singole esigenze, aiutandole ad affrontare le sfide e le opportunità del mercato.


